Comunicati


Stamane, alle 8 del mattino, violento risveglio per gli abitanti della novella occupazione abitativa di via Baldassarre Castiglione, nel quartiere romano della Montagnola: un ingentissimo dispiegamento di forze del disordine ha proceduto allo sgombero di uno stabile occupato lo scorso 7 aprile, durante il terzo “tsunami tour“, promosso dai movimenti per il diritto all’abitare.

Dei cinque stabili occupati durante quest’ondata di riappropriazioni (3 dei quali erano stati sgomberati il giorno stesso dell’occupazione) questo era più grande: ospitava, infatti, circa duecento famiglie che, in quest’enorme palazzo di proprietà dell’Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti), avevano finalmente trovato una sistemazione dignitosa.

Intorno alle 8 del mattino numerosi blindati di polizia e carabinieri hanno proceduto alla militarizzazione dell’intero quartiere, nel tentativo di isolare la zona ed impedire l’accesso ai solidali prontamente intervenuti. Nonostante l’immediata risposta resistente degli occupanti, saliti sul tetto per impedire l’accesso alle forze dell’ordine, la polizia ha proceduto allo sgombero violento della palazzina: numerosi, infatti, sono i/ le compagn* ferit* (con tanto di testa spaccata!).

La determinazione degli sfrattati/e non ha tardato a farsi sentire: nel pomeriggio, infatti, è stato occupato il Municipio VIII, nella cui aula consiliare è stato affisso uno striscione per rivendicare casa e reddito per tutti e tutte.

In una città che annovera 245 mila case vuote (86 mila della quali possedute da privati o grandi società) sembrerebbe che l’unica risposta del governo renziano all’emergenza abitativa – problema che ormai investe, in maniera incalzante, tutta la penisola – sia quella degli sgomberi coatti; in un paese che conta migliaia di famiglie sfrattate per morosità incolpevole, in cui cortei meticci e caparbi ribadiscono con forza il proprio no alle politiche di austerità e precarietà, la replica del governo centrale sembra viaggiare puntualmente in difesa degli interessi e delle ambizioni speculative di amministrazioni comunali e palazzinari.

Gli episodi di quest’oggi, unitamente alla violenta risposta delle forze dell’ordine contro chi è sceso in piazza il 12 aprile per manifestare il proprio dissenso verso il job act, il piano casa, le politiche di austerity e di precarietà, palesano la natura del tutto politica dell’operazione di stamattina, tesa a scoraggiare (con manganelli e lacrimogeni ad libitum) le pratiche di riappropriazione di un diritto imprescindibile, quello all’abitare.

Il collettivo Prendocasa Torino, insieme agli/alle occupanti di Pietra Alta e C.so Traiano, esprime con forza la propria solidarietà e vicinanza a tutti gli/le sfrattat*, ai/alle resistent*e a tutt* coloro i quali, con dignità e coraggio, cercano di riconquistare ‘a spinta’ i propri diritti.

Dai quartieri in lotta, con gli occupant*, gli sfrattat* e con quant* si mobilitano per il diritto all’abitare, un grido diviene incessante: la lotta per la casa non si arresta!

Il Collettivo Prendocasa Torino

Gli/le occupanti di Pietra Alta e C.so Traiano.

Tris per il diritto alla casa

RIPR_LA_CITTà

 

Nell’epoca del neoliberismo la crisi viene utilizzata come leva per lo spoglio dei diritti fondamentali. Tutte quelle conquiste sociali ottenute attraverso la lotta ci vengono oggi negate grazie alle politiche di austerità, alla morale del sacrificio, della competitività, della produttività. A questa narrazione bisogna contrapporre la nostra volontà di sottrarci alle logiche della precarietà e dello sfruttamento utilizzando due importanti strumenti: la ricomposizione e la riappropriazione. Ricomposizione delle lotte, prima di tutto, per dare più forza alle nostre idee e allargare lo spettro della nostra azione. Tutte le ricadute della crisi sulle nostre vite devono essere combattute, così da sviluppare un immaginario unificante e un riconoscimento politico e sociale delle nostre vertenze. Ed è proprio nella connessione tra territori e istanze differenti, per trovare obiettivi comuni praticabili, che mettiamo in pratica la riappropriazione, vista come uno strumento efficacie per rispondere collettivamente ai bisogni immediati e per inceppare il meccanismo di precarizzazione dell’esistenza. Questo percorso, che ha visto una delle sue tappe fondamentali il 19 ottobre, è stato rilanciato dalla rete ‘Abitare nella crisi’ all’interno della settimana di mobilitazione (15-22 gennaio). A Torino il drammatico fenomeno della perdita della casa ha numeri esorbitanti: si parla di migliaia di famiglie sotto sfratto (dato in continua crescita), mentre oltre 50000 alloggi rimangono sfitti. Per cercare di fronteggiare questa emergenza nel corso degli ultimi tre anni si sono auto-organizzati, con percorsi dal basso di partecipazione e di lotta, gli sportelli di resistenza agli sfratti.

Gli obiettivi e gli strumenti che prima e dopo il 19 ottobre hanno rinforzato le lotte sui territori oggi si riflettono a Torino, dove  le famiglie sotto sfratto, i rifugiati e le rifugiate e gli student* continuano il percorso di riappropriazione in città, occupando altri tre edifici sfitti. Le risposte messe in campo dalle istituzioni sono insoddisfacenti rispetto alla gravità della situazione: come movimenti di lotta per la casa da tempo chiediamo un’immediata moratoria degli sfratti e la requisizione degli alloggi sfitti; le istituzioni a livello locale inventano Fondi per la morosità con i soldi delle fondazioni bancarie mettendo in campo soluzioni che nella migliore delle ipotesi “salvano” poco più di 200 famiglie, e a livello nazionale la finta proroga del decreto milleproroghe  interviene solamente per gli sfratti per finita locazione, un nulla rispetto alle centinaia di migliaia per morosità.

Nell’ottica di allargamento della lotta vogliamo rivolgerci anche a chi la casa ce l’ha ancora, ma non riesce ad affrontare le spese per soddisfare i bisogni primari (gas, luce, acqua, beni alimentari). Per far questo proponiamo, in tutti i territori, una moratoria sui distacchi per morosità e un adeguamento al costo delle utenze in base al reddito (chi non ha reddito non deve pagare nulla!).

Tre nuove occupazioni in città: una casa per le famiglie sfrattate nella palazzina abbandonata di via Spano 41/bis; una casa per i rifugiati nella struttura di via Madonna della Salette 12A, una riapprorpiazione studentesca per ridare vita agli ex Bagni Municipali di San Secondo, in via Legnano 5. Tre nuove occupazioni che si vanno ad aggiungere alle tante altre che in città rappresentano l’unica reale alternativa alla crisi degli sfratti.

 

riprendiamoci le città, riprendiamoci tutto!

 

V L’ultimo appuntamento di #Abitarenellacrisi si è svolto tra Torino e Cosenza il 14 e il 15 dicembre  2013. La discussione si è aperta in vari tavoli uguali in entrambe le città e si è conclusa in  un’assemblea plenaria in cui si sono confrontate sull’andamento dell’incontro. Nonostante la  lontananza fin da subito l’biettivo è stato chiaro e ci siamo trovati subito d’accordo sul che fare: dal  15 al 22 gennaio 2014 si darà vita ad una settimana di mobilitazione nazionale  dislocata nei territori, un’iniziativa che però non ha al centro solo la questione sfratti ma assume  connotati più larghi nel praticare il diritto all’abitare.

 Significa che le mobilitazioni riguarderanno prefetture, comuni, regioni, aziende  municipalizzate e non, che gestiscono patrimonio pubblico, energia, acqua, salute, servizi  sociali, formazione e studio, accoglienzaUna settimana di iniziative sia di denuncia che di  riappropriazione, laddove l’occupazione di edifici abbandonati non solo si rende sempre più  necessaria per far fronte alla problematica sfratti, ma diventa anche strumento essenziale per l’attivazione di percorsi di ricomposizione sociale e politica dentro i quartieri ed i territori.
(clicca qui per il report degli incontri)
http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/?p=2459

Si è infine dato un secondo appuntamento a Firenze il 12 Gennaio, per preparare la settimana di lotta:

http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/?p=2521  (leggi l’appello)

http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/10250-dal-15-al-22-gennaio-rompere-le-compatibilit%C3%A0-bloccare-tutto (leggi il documento redatto da Luca Fagiano del Coordinamento cittadino di lotta per la casa di Roma e Paolo Di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani)

Anche a Torino ci stiamo organizzando con le altre realtà che si occupano di diritto all’abitare per costruire una settimana di mobilitazione. Le parole d’ordine sono quelle che da tempo, insieme a sfrattati e occupanti di case, portiamo in ogni picchetto e manifestazione: diritto alla casa, riappropriazione, dignità, requisizione delle case sfitte.

Ma questa settimana ci da la possibilità di cominciare a portare in campo un discorso anche più ampio: la riappropriazione del reddito. Autoriduzione, bollette, tasse, lotta all’austerity queste sono le carte sul piatto.

Vi invitiamo a rimanere sintonizzati sui nostri canali per sapere quali saranno le nostre iniziative.

http://radioblackout.org/

http://www.abitarenellacrisi.org/

http://www.infoaut.org/

via orvieto1

Anche oggi un’altra resistenza allo sfratto ha permesso che una famiglia non finisse in mezzo ad una strada.

La storia di Anna è simile a quella di ormai migliaia di famiglie. Anche lei ha provato a seguire il “percorso istituzionale” rivolgendosi all’emergenza abitativa, ma come sempre avviene ormai da anni, la risposta è stata negativa per i soliti cavilli legati al reddito, evidentemente troppo alto per una donna che si districa tra lavoretti saltuari e bambini da accudire!

Oggi Anna però non era sola ad affrontare l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Sin dall’alba una ventina di solidali si sono ritrovati sotto casa e hanno costruito insieme la mattinata di resistenza distribuendo volantini e comunicando che la gente che passava e che solidarizzava.

Anche gli abitanti del palazzo si sono fermati e oltre a solidarizzare, hanno più volte confermato quello che ormai è il gioco scoperto del palazzinaro proprietario che, affitta a canone agevolato, ma ricarica poi le spese condominiali senza portare giustificativi e fatture.

Alle 11.30 si presenta l’ufficiale giudiziario e, dopo un’accesa discussione con il padrone di casa che minacciava di mandare via Anna se non avesse svuotato il garage che a lui serve per continuare a speculare, Anna ha ottenuto un rinvio fino al 18 febbraio 2014.

Grazie alla determinazione di Anna il rinvio è stato ottenuto, ma se per quella data una soluzione non verrà data saremo di nuovo lì a resistere insieme a lei!

Qui di seguito il volantino distribuito nella mattinata:

“Oggi siamo qui per difendere l’ennesimo sfratto. 

Anna e i suoi due bambini di 9 anni e 14 mesi vivono in questo imponente palazzo dal 2006, anno molto noto per aver fatto diventare Torino la “città vetrina” per le Olimpiadi invernali.

Spenti i riflettori molti palazzi e immobili fatti costruire per quest’evento, sono stati lasciati al totale abbandono, oppure dati in mano a speculatori e immobiliaristi.

Questa palazzina dove Anna e i suoi bambini vivono è un esempio tangibile: il proprietario è l’immobiliare Pianel che possiede almeno 200 appartamenti tra Torino e cintura che affitta applicando il cosiddetto “canone convenzionato” in accordo con Lo.ca.re, ma che negli anni è balzato agli onori delle cronache per aver tentato di far pagare l’IMU agli affittuari.

Anche Anna ha stipulato un contratto a canone convenzionato, ma negli anni dai 300 euro iniziali è passata a pagarne più di 600 a causa del ricarico di alcune spese che non avevano neanche il giustificativo.

Ma c’è di più! Stipulare un contratto a canone convenzionato con Lo.ca.re permette al proprietario di avere una copertura di 18 mesi di morosità, ma nel caso di Anna questo non è stato applicato perché il proprietario ha mandato avanti l’ingiunzione di sfratto ben prima dello scadere dei 18 mesi.

Anna ha provato a seguire il cosiddetto percorso istituzionale rivolgendosi all’emergenza abitativa, ma la risposta ricevuta è stata negativa.            

La totale incapacità delle istituzioni di far fronte ad un’emergenza ormai così estesa da farla trattare sempre più spesso come un mero problema di ordine pubblico, la continua assenza di politiche sociali, e l’abbandono completo di tutto ciò che è patrimonio pubblico e non lasciato in mano alle speculazioni di banche e palazzinari, porta Anna oggi a non disperarsi ma ad alzare la voce per difendere un suo diritto.

Siamo convinti che l’unica risposta da dare sia la resistenza!

 La casa è un diritto, quello che ci tolgono ce lo riprenderemo!

foto comunicato

Questa mattina all’alba le studentesse e gli studenti sono stati svegliati da un ingente numero di forze dell’ordine che con la solita violenza sono entrati per sgomberare la palazzina di corso Farini occupata da un anno.

All’interno si trovavano circa 25 persone che hanno cercato di resistere alla violenza spropositata che le forze dell’ordine hanno messo in campo, arrivando addirittura a malmenare brutalmente due degli occupanti che si trovavano all’interno, mentre un’altra ragazza è stata portata al pronto soccorso.

La residenza era stata occupata un anno fa, dopo lo sgombero violento della Verdi 1, per dare una risposta a tutti quegli studenti e studentesse che, nonostante avessero diritto ad una stanza nei vari collegi universitari, si sono trovati “in mezzo ad una strada” a causa dei tagli all’EDISU voluti anche dal Presidente della Regione Cota.

E anche oggi, come un anno fa, la risposta delle “istituzioni” non si è fatta attendere e, come succede ormai quotidianamente per gli sfratti, manganelli e cariche violente sono stata la risposta.

Nel corso di questa lunga mattinata di resistenza gli studenti e le studentesse fermate vengono rilasciati a poco poco, mentre per due di loro è stato convalidato l’arresto.

Come Collettivo Prendocasa esprimiamo tutta la solidarietà ai feriti, ai fermati e ai resistenti, che più volte abbiamo visto a fianco delle famiglie e dei singoli, a fronteggiare la violenza dei manganelli della polizia, per resistere agli sfratti.

La lotta e la resistenza pagano e prima o poi ci riprenderemo tutto!

Rilanciamo l’appuntamento per questa sera alle 20,30 in piazza Santa Giulia per la fiaccolata in solidarietà con i fermati e i feriti.

Quello che ci togliete noi ce lo riprendiamo!

Pablo e Paul liberi subito!

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Aggiornamento post processo: I DUE COMPAGNI ARRESTATI SONO STATI ASSOLTI:

ascolta l’intervista realizzata da Radio Blackout:


Nella notte di lunedì due giovani compagni di un collettivo del quartiere san salvario di Torino sono stati arrestati. Chi li ha conosciuti negli ultimi anni è perché li ha trovati all’alba a difendere le famiglie sfrattate del quartiere, sempre in prima fila.

Anche il loro arresto è motivato dalla stessa nobile causa in quanto Tommaso e Lorenzo stavano entrando per fare un sopralluogo in una delle tante case lasciate sfitte dalla speculazione edilizia propio in vista di trovare delle soluzioni alle famiglie sfrattate.

San Salvario è un quartire popolare di Torino molto prossimo al centro in cui si sta effettuando una scellerata speculazione edilizia: per anni è stato volutamente all’abbandono da parte di qualsisi intervento di manutenzione per fare abbassare i prezzi degli alloggi ma da un decina di anni a questa parte è in corso un mirata speculazione così come avvenne nel quadrilatero romano un decennio prima. Qui infatti si sta spostando la movida cittadina dopo aver ucciso i murazzi a suon di sequestri (ultimo quello del noto centro sociale CSA Murazzi solo ieri) con conseguente aumento del valore degli immobili che continuano a salire nonostante la crisi in controtendenza con il resto della città e nuovi progetti ri riqualificazione vengono fatti in quartiere a dispetto della volontà dei cittadini che lo abitano (ad esempio parcheggio sotterraneo fortemete contestato).

In somma le accuse a Lorenzo e Tommaso di furto con scasso vanno rimandate al mittente, la loro è una delle tante forme di riapproriazione contro chi invece ci sta ribando il futuro.

Stamane il processo per direttissima, seguiranno aggiornamenti.

LORENZO E TOMMASO LIBERI !!

di seguito il comunicato dello sportello san salvario:

 
Libertà per Lorenzo e Tommaso!
Questa notte due compagnisono stati arrestati nel tentativo di occupare una palazzina sfittain San Salvario.
La Torino della crisieconomica, della cassa integrazione e delle privatizzazione èprotagonista in Italia sul fronte dell’emergenza abitativa. Eppurenella sola provincia torinese 40000 alloggi rimangono sfitti e ve nesono altri 10000 in costruzione, con la speculazione edilizia cherappresenta una delle voci più importanti del bilancio comunale.
L’emergenza abitativa haquindi investito anche questa zona della nostra città e svariatefamiglie sono rimaste senza casa dopo essere state sfrattate. Aldramma della perdita di un posto dove vivere da oltre due anni ci siè organizzati su ogni territorio con picchetti antisfratto, creandocosì una rete di solidarietà fra le persone che rischiano diperdere la casa.
Non sempre però fareresistenza passiva è sufficiente per impedire che intere famigliefiniscano in mezzo ad una strada.
E’ questa necessità cheha spinto Lorenzo e Tommaso ad entrare in uno dei tanti edifici vuotida anni e in mano alla speculazione che spesso in San Salvario sirealizza in affitti in nero a soli clandestini.
Quelli in cui si sonointrodotti i due compagni sono solo alcuni dei 40000 alloggi sfittinella Torino capitale degli sfratti.
Ribadiamo quindi la nostrapiù completa solidarietà e vicinanza ai due ragazzi in stato diarresto e ne chiediamo la scarcerazione immediata.
Libertà per Lorenzo e Tommaso!
Contro gli sfratti e laspeculazione, picchetti e occupazione!
Sportello casa SanSalvario,Sportello diritto alla casa zona San Paolo, Prendocasa Torino

https://m.facebook.com/note.php?note_id=154481991398401

inaugurazione sportello

Alla palazzina occupata di Pietra Alta in corso Vercelli 440, sabato 11 maggio verrà inaugurato lo Sportello Casa, uno spazio in cui le famiglie in difficoltà che hanno ricevuto lo sfratto troveranno informazioni e consulenza legale (completamente gratuito). Oggi sempre più famiglie ricevono uno sfratto, si vedono portare via la casa, vengono sbattute in mezzo ad una strada per colpa della crisi, del lavoro che non c’è e soprattutto di chi la crisi l’ha creata. Crediamo che il diritto alla casa, all’abitare, debba essere garantito, soprattutto in questo grave periodo di crisi, e che sia legittimo opporsi agli sfratti esecutivi. Altre esperienze in diverse città d’Italia e molte a Torino ci dicono che questo è possibile. Resistiamo agli sfratti insieme!

Sportello Casa come strumento di orientamento per capire come bisogna comportarsi di fronte ad un avviso di sfratto, un luogo dove trovare informazioni e solidarietà, ma anche uno sportello sociale che include oltre alle problematiche sulla casa le vertenze sul territorio/quartiere…è il momento di affrontare i bisogni di tutt*!

Per chi è sotto sfratto, per chi la crisi non la vuole pagare, per chi pensa di aver già pagato abbastanza…LA CASA è UN DIRITTO LOTTIAMO PER DIFENDERLO!

SABATO 11 MAGGIO GIORNATA DI INAUGURAZIONE DELLO SPORTELLO CASA DENTRO PIETRA ALTA OCCUPATA IN CORSO VERCELLI 440

Ore 16.00 merenda e giochi per bambini

Ore 20.30 cena sociale a 5 euro e 3 euro per i bambini

Ore 22.30 Concerto con la Banda di Falchera e gruppi emergenti del quartiere

sfratto_falchera00 Ancora una giornata di resistenza agli sfratti quest’oggi a Torino: per questa mattina era infatti prevista l’esecuzione dello sfratto di una famiglia residente nel quartiere Falchera.

La vicenda di questa famiglia è già di per sé esemplificativa della situazione in cui la crisi e la speculazione hanno trascinato moltissime persone, soprattutto in una città come Torino in cui il numero di sfratti è tra i più alti: la casa era infatti stata acquistata con un mutuo con la banca Mediolanum che negli anni ha continuato a lievitare e, sommandosi alla perdita del lavoro di uno dei due proprietari, ha messo la famiglia nell’impossibilità di poter continuare a pagare le rate.

A quel punto è subito partita la procedura di sfratto e la casa è stata messa in vendita all’asta.

Quello di oggi era il secondo accesso per tentare di eseguire lo sfratto e fin dalle prime ore della mattina un presidio composto da solidali e dal collettivo Prendocasa si è radunato sotto l’abitazione per difendere il diritto alla casa e impedire le procedure di pignoramento.

A quanto pare l’ufficiale giudiziario, vedendo il presidio, ha scelto di non presentarsi; trattandosi di pignoramento, inoltre, la decisione di eseguire lo sfratto spetta al curatore fallimentare che ha disposto il rinvio dell’operazione.

Dall’Istituto Vendite Giudiziarie è arrivata conferma del fatto che lo sfratto è stato rinviato al mese di luglio. Dal presidio anti-sfratto, rimasto in attesa fino a conferma del rinvio, si leva un messaggio chiaro rispetto all’eventualità che si cerchi di anticipare senza preavviso la data del pignoramento: ai nostri posti ci troverete, sempre!

Leggi il volantino distribuito questa mattina:

Contro i pignoramenti delle banche, resistiamo agli sfratti!

Oggi 8 Maggio, siamo qui per difendere l’ennesimo sfratto figlio della crisi e della speculazione delle banche con la complicità delle Istituzioni. Pietro e la sua famiglia vivono, qui in Falchera dal 2005 nella casa che hanno acquistato in Via delle  Querce 29. Per comprarla hanno stipulato un mutuo con la Banca Mediolanum, che li ha convinti ad accettare una proposta a tasso variabile. Dai 400 euro mensili di mutuo la famiglia di Pietro in brevissimo tempo si è trovata a dover pagare 1000 Euro al mese.
A causa della crisi il lavoro da piccolo artigiano di Pietro è diminuito e sua moglie è stata licenziata, di fronte all’impossibilità di pagare una rata così alta hanno provato a rinegoziarla con la Banca, ma l’unica risposta ricevuta è stata lo sfratto e la vendita coatta all’asta della casa. La banca recupererà così tutto il suo credito e la famiglia di Pietro perderà tutti i propri risparmi e la propria casa.

La famiglia di Pietro è entrata così a far parte di quelle 3600 famiglie che quest’anno a Torino hanno subito o subiranno un provvedimento di sfratto. È sempre più estesa, infatti l’emergenza abitativa che colpisce Torino, frutto di una mala gestione delle istituzioni locali, che come unica risposta attuano una politica di privatizzazioni, svendita del patrimonio pubblico, taglio dei posti di lavoro e impoverimento dei servizi pubblici.

A Torino, grazie alle politiche del Comune e del sindaco Fassino, sono stati smantellati tutti i servizi a sostegno dell’abitare, esistono migliaia di case ATC vuote che stanno ormai cadendo a pezzi e che non vengono assegnate, mentre le famiglie che hanno diritto alla casa popolare nella migliore delle ipotesi devono aspettare anni. In questo contesto sono sempre più forti ed estese le speculazioni di banche e palazzinari che si arricchiscono alle spalle di chi sta pagando gli effetti di questa crisi.

Di fronte alla continua assenza di politiche sociali, all’immobilità delle istituzioni di fronte alla crescita di sfratti, di cui Torino ne è la capitale, all’incapacità politica di garantire il diritto all’abitare che è sempre più spesso trattato come un mero problema di ordine pubblico, siamo convinti che l’unica risposta sia la resistenza!

La casa è un diritto, quello che ci tolgono ce lo riprenderemo!

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Qui di seguito  il comunicato del Mutuo Soccorso Bandito che, partendo dallo spirito con cui anima i percorsi  di costruzione di solidarietà attiva, ha deciso di donare al nostro collettivo delle magliette e delle borse  che serviranno per autofinanziare il nostro percorso di lotta per il diritto alla casa!

Come collettivo Prendocasa ringraziamo il MSB e il lavoro che quotidianamente svolge attraverso l’autoproduzione di tshirt e borse serigrafate.

“Da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni”

(more…)

sfratti Il caso di Angela, davanti al quale ci troviamo di fronte, è l’ennesimo esempio della situazione che un numero sempre maggiore di uomini e donne si trova a fronteggiare.

Quello di Via Orvieto 8 è un palazzone di 22 piani interamente di proprietà di un dirigente d’impresa, un vero e proprio strozzino che noncurante del peso della crisi che le persone sono quotidianamente costrette a pagare pensa bene di approfittare ancora aumentando negli anni gli affitti ed esigendo spese condominiali esorbitanti per servizi di cui i condomini non vedono nemmeno l’ombra; un palazzinaro già denunciato poiché cercò di far pagare l’IMU agli inquilini del palazzo, dove già sono avvenuti altri sfratti per morosità.
E’ in questo scenario che si connota il caso di Angela, operaia cassaintegrata con gravi problemi di salute e due figli a carico, che si è trovata impossibilitata nel pagare ancora un affitto troppo alto. Successivamente alla sua ingiunzione di sfratto nel Novembre 2011 nonostante il suo reddito minimo le è stata negata l’emergenza abitativa a causa delle norme fissate che impongono un calo del reddito certificato pari o inferiore al 50% del reddito precedente, condizione che difficilmente si viene a verificare, lasciandola nella condizione di cercare di andare incontro al proprietario del palazzo continuando a versare fino a Maggio con sacrificio quello che le era possibile, senza ovviamente ottenere risultato.

Il 27 Febbraio Angela ha subito il secondo accesso da parte dell’ufficiale giudiziario; dopo la vigliaccheria di chi guadagna sulle spalle delle persone speculando sulla casa, seguono le bugie delle istituzioni, che in quella giornata ha rinviato lo sfratto di soli 15 giorni, al 13 Marzo, col contentino di un “progetto” pensato per lei da parte del comune, che altro non è che la sistemazione in una casa-albergo che Angela dovrà comunque pagare.

Noi non accettiamo lo strozzinaggio di figuri interessati più all’ opulenza delle proprie tasche che alla dignità della persona, noi non ci stiamo ai ricatti di un’amministrazione comunale troppo occupata nella costruzione di opere fatiscenti e inutili che non al far sì che la città sia a misura dei bisogni di chi la città la vive.
Per questo invitiamo tutti e tutte assieme a noi Mercoledì in Via Orvieto 8, al fianco di Angela, a resistere!

La casa è un diritto, e se non ce la daranno, ce la prenderemo!

Collettivo Prendocasa Torino

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