“Vogliamo tutto ma soprattutto un tetto”

Asti

L’ occupazione di uno stabile e un corteo cittadino.Cosi’ è iniziata la giornata nella cittadina di Asti dove il protagonismo delle famiglie in emergenza abitativa hanno saputo rispondere all’immobilità e all’indifferenza delle amministrazioni locali.

Vuota da 3 anni la palazzina occupata e’ composta da 6 alloggi del demanio pubblico.La pratica dell’azione diretta, della riappropriazione come strumento di lotta, in risposta ad un diritto negato, e’ un chiaro messaggio di resistenza alla crisi, contro le fallimentari politiche abitative delegate ad un assessore leghista. 

Ascolta Oreste (Coord. Asti-Est)

200 le persone presenti al corteo ( con delegazioni provenienti da Torino, Alessandria e altre della provincia piemontese) che dietro allo striscione "Vogliamo tutto ma soprattutto un tetto" hanno percorso le vie del centro, scandendo slogan sul diritto alla casa, al reddito e contro gli sfratti.Partito dalla piazza del comune alle 14.30, il corteo si e’ piu’ volte fermato davanti ad immobili vuoti e abbandonati per denunciare pubblicamente lo scandolo di una pratica speculativa ai fini di accumulare/aumentere il profitto di palazzinari mentre l’emergenza abitativa aumenta, non solo ad Asti ma ovunque nel paese.

Indetto dal Coordinamento Asti est e Coordinamento cittadino per il diritto alla casa, il corteo e’ terminato davanti alla palazzina occupata di via Allende (piazza d’armi) dove in serata una cena ed una assemblea hanno chiuso la giornata di mobilitazione.llldd

 
 
Appello d’indizione della manifestazione:

In città il diritto all’abitare viene negato ad un numero sempre maggiore di famiglie.

Gli sfratti per morosità si susseguono come drammatico effetto
collaterale di una crisi sociale che non ha fine e di cui sono
beneficiari/responsabili i ceti che hanno fatto della ricchezza,
soprattutto finanziaria, la loro ragione di essere.

Centinaia di famiglie popolari affollano le graduatorie dell’atc
nell’interminabile attesa di una casa popolare. Intanto vivono
condizioni abitative che ne mettono in pericolo la coesione :
coabitazioni, sovraffollamenti, abitazioni improprie, impossibilità di
comporre nuove famiglie o di accompagnare senza ulteriore danno gravi
problemi di handicap o di relazione.

Ma questo scempio di un diritto fondamentale delle persone, troppo
spesso ipocritamente proclamato, avviene con modalità che aggiungono al
danno sociale il senso di una ingiustizia lucidamente esercitata da una
minoranza. Banchieri, finanzieri, proprietari di aree edificabili e di
beni immobiliari, corporazioni delle professioni, un complesso di
poteri favoriti dall’assenteismo o dalla complicità degli enti
pubblici, che agiscono mossi esclusivamente da egoismo sociale, cinismo
e volontà di sopraffazione.

Questo scenario è sotto gli occhi di tutti, almeno di quelli che hanno
conservato un minimo di valori repubblicani e civili. Ci sono in città
migliaia di alloggi sfitti, di proprietà immobiliari pubbliche e
private, lasciati all’incuria, edifici il cui valore d’uso, che in
questo momento sarebbe preziosissimo per le persone in carne ed ossa,
sfrattate o minacciate da sfratto, viene cancellato da una astratta
attesa di "valorizzazione". Sono veri monumenti all’ingiustizia ma
anche ad un fondamentalismo mercantile di cui si dovrà presto fare a
meno.

Promuovono: Coordinamento Asti Est e Coordinamento
delle associazioni per il diritto alla casa (Associazione Amal,
Varie&Eventuali, AISAP, Collettivo Sherwood, Associazione A
Sinistra, Cobas Asti, Forum Sociale, Tempi di Fraternità, Psichiatria
democratica, Collettivo Pecore Nere)


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corteo                    bambine

 

 

...senza pazienza                    palazzina occupata