Respinte le richieste di domiciliari per Donato e Stefano, ma noi continuiamo a resistere

Due settimane fa a 8 attivisti/e del collettivo PrendoCasa sono state inflitte misure cautelari, tra le quali la reclusione di Donato e Stefano nel carcere delle Vallette. Misure cautelari imposte a seguito della resistenza per lo sfratto della famiglia di Said, colpita dall’infame articolo 610 (che prevede lo sfratto a sorpresa) ad opera del palazzinaro Giorgio Molino, proprietario di 2000 appartamenti che lucra sui bisogni dei più ricattabili, dispensatore di 610, e più volte indagato per sfruttamento della prostituzione.
Al riesame, accompagnato all’esterno da un presidio solidale, mentre il mega palazzinaro si è presentato al processo scortato e difeso dalla polizia per assicurarsi di essere difeso dalla magistratura per l’ennesima colpa, le richieste per trasferire Donato e Stefano dalla prigione ai domiciliari sono state respinte. Poiché i tempi delle procedure giuridiche sono lunghi, questo significa che Donato e Stefano dovranno passare ancora molto tempo in carcere.
L’esito negativo del riesame mette in chiaro qual è l’operato della procura torinese: quello di essere una macchina repressiva per colpire chi si batte per difendere i diritti e la dignità di chi deve scegliere tra mangiare o pagare l’affitto, e allo stesso tempo di proteggere gli interessi e gli affari di speculatori e palazzinari.
Di fronte a istituzioni e tribunali che si pongono come priorità quella di difendere la proprietà privata, le banche e chi alimenta le disuguaglianze sociali, l’unica strada degna che si può percorrere è quella della lotta, dell’azione e rivendicazione diretta. Un tetto sopra la testa, un’infanzia felice, la sanità e la possibilità di vivere al sicuro sono diritti che tutti devono avere, e se non sono accessibili è giusto e necessario riprenderseli. La violenza vera sta negli sfratti a sorpresa, nel Piano Casa che non permette di avere una residenza e allacci del gas sicuri a chi abita nelle occupazioni, negli sgomberi che ci sono stati in questi giorni a Milano e a Roma.
Mandiamo a Donato e Stefano tutta la nostra solidarietà, perché quel giorno sotto casa di Said, Kadija e i loro figli c’eravamo tutti e tutte: attivisti/e del collettivo PrendoCasa e del centro sociale Askatasuna, molti/e solidali del quartiere, le famiglie dello Spazio Popolare Neruda, e altre famiglie sotto sfratto che si sono unite al picchetto spontaneo che andò avanti tutto il giorno.
Assieme a Donato e Stefano quella volta c’eravamo, e continuiamo a esserci ogni giorno nei picchetti contro i numerosissimi sfratti che avvengono in questa città e in ogni momento in cui possiamo mettere i bastoni tra le ruote alle infami procedure che lasciano molto famiglie sulla strada.
Sappiamo che da dentro il carcere Donato e Stefano sono con noi, con la testa e con il cuore. Con questa consapevolezza li aspettiamo a braccia aperte, ansiosi di poter lottare di nuovo fianco a fianco.
Liber* tutt*
Stop Sfratti
Per scrivere e/o mandare telegrammi a Donato Laviola e Stefano Mangione:
Casa Circondariale Lorusso e Cutugno – Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino

Francesca e Donato liberi subito!

dona_libberoFrancesca e Donato, due nostri compagni del collettivo Prendocasa, sono stati arrestati giovedì scorso per aver partecipato alla manifestazione ‪#‎MaiConSalvini‬ del 28 marzo a Torino.

Come accaduto in molte altre città con lo slogan #MaiConSalvini, nelle settimane precedenti il comizio venne convocato un corteo cittadino per respingere la presenza di Salvini e il suo accolito di leghisti e neofascisti.
La manifestazione di studenti, precari e migranti venne violentemente caricata a pochi metri dalla partenza mentre cercava di raggiungere piazza Solferino, luogo del comizio.
Durante la carica 8 persone furono fermate e poi rilasciate in serata con una denuncia a piede libero, con l’eccezione di Daniele, giovane studente antifascista torinese, che venne trattenuto in carcere e poi trasferito agli arresti domiciliari per alcuni mesi.

A cinque mesi di distanza da quella giornata un’operazione di polizia arresta Francesca e Donato – portati al carcere delle Vallette, mentre altri 4 – Mattia, Damiano, Nicola e Luca – si trovano agli arresti domiciliari.

Notizia di queste ore, per Francesca è stata accolta la richiesta per gli arresti domiciliari mentre per Donato il responso, purtroppo, è stato negativo. Donato rimane dunque l’unico compagno ancora detenuto alle Vallette per il corteo antirazzista e antifascista di #MaiConSalvini

Francesca e Donato li avrete sicuramente visti a uno dei tanti picchetti antisfratto, pronti a portare solidarietà alle famiglie, determinati a strappare la proroga all’ufficiale giudiziario, coraggiosi nell’affrontare le divise chiamate per uno sgombero coatto.

Francesca è la compagna che per contrastare lo sgombero del Neruda era salita sul tetto con altri solidali, pronta a mettersi in gioco in prima persona. Effettuando lo sgombero del Neruda, le istituzioni hanno tolto un luogo dove vivere non solo a Donato, ma anche a decine di famiglie.

Convinti che le persone valgono più delle leggi brutali che buttano in mezzo a una strada migliaia di famiglie, questi nostri compagni oggi sono privati della libertà,

Come collettivo Prendocasa insieme alle famiglie con le quali abbiamo intrapreso un percorso di lotta per la casa, vogliamo Donato e Francesca liberi! Scendere in piazza per la loro immediata liberazione vuol dire ribadire che non siamo spettatori di ciò che accade, ma scegliamo da che parte stare, proprio come stanno facendo i migranti in queste settimane.

Partecipare al corteo di domani sera significa dimostrare a chi ci butta fuori di casa, a chi ci nega la dignità, a chi ci priva della libertà, che le brutalità delle istituzioni e la violenza con cui si impongono non ci spaventano!

L’appuntamento è per domani sera alle 20.30 di fronte alla stazione di Porta Nuova.

Francesca e Donato liberi! Liberi tutti/e!